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Metro Piramide

Ostiense, Rooma, Lazio
Yksityinen huone, huoneisto, jonka majoittaja on Mark
2 vierasta1 makuuhuone1 vuode1 jaettu kylpyhuone
Puhdas ja siisti
9 kohteessa äskettäin majoittunutta vierasta kertoi, että kohde oli hohtavan puhdas.
Erinomaista vieraanvaraisuutta
7 viimeaikaista vierasta kehui majoittajaa Mark erinomaisesta vieraanvaraisuudesta.
A distanza a piedi troviamo la stazione di Roma Trastevere e di Roma Ostiense collegata con treno all'aeroporto di Roma Fiumicino. A piedi raggiungiamo la metro Piramide che conduce verso ostia o con 2 fermate al Colosseo.

Tila
Se il ristorante si trasforma in tela urbana per un artista ogni quattro mesi. Succede a Roma nel quartiere Ostiense dove sta per partire il progetto SkinTaste.
Un duemilatredici sempre più all’insegna delle convergenza delle discipline e, in particolare, delle suggestioni dell’arte e del food. Succede a Roma, dove uno dei ristoranti di maggior
successo aperti alla fine dello scorso anno sperimenta un percorso di avvicinamento all’arte contemporanea utilizzando la superficie esterna dello stabile in cui è ospitato. Uno stabile particolare perché, in una città con poche industrie, si tratta proprio di un ex magazzino nella zona Ostiense, area produttiva di Roma che sta subendo negli ultimi anni un interessante passaggio di riconversione con tante archeologie industriali che si stanno tramutando in altro. Un esempio è la Centrale Montemartini, pioniera in questo senso, che da powerplant che dava energia elettrica a tutta l’area è diventata un suggestivissimo contenitore di archeologia. Un altro esempio sono gli Ex Mercati Generali, dove è in corso il cantiere che trasformerà l’enorme compound in un centro commerciale (auguriamoci) di qualità, con firma architettonica di Rem Koolhaas. In questa scia vogliono inserirsi i titolari di Porto Fluviale, grande spazio polifunzionale dedicato al cibo di qualità disegnato, negli interni, dall’architetto Roberto Liorni e ospitato in un bel deposito ferroviario degli Anni Venti. Proprio l’esterno del deposito diventerà protagonista artistico dello skyline dell’Ostiense. Non un approccio streetartistico però (già sperimentato in altri casi nel quartiere anche con buon successo), bensì un incubatore di talenti all’aperto, una superficie a disposizione di tutti (un “museo obbligatorio”, direbbe Achille Bonito Oliva) che ogni quattro mesi, a partire da questa primavera, sarà a disposizione di un nuovo artista selezionato da Adriana Rispoli, curatrice partenopea fino a qualche tempo fa in forze al Madre di Napoli. Il progetto si chiamerà SkinTaste e la curatrice ci anticipa qualche elemento. “Si tratta di un appuntamento di arte pubblica che punta a diventare qualcosa di cadenzato e riconoscibile per gli abitanti del quartiere e per i vistatori” spiega la Rispoli, che aggiunge: “Il tema? Sarà naturalmente quello del cibo, affrontato secondo le più libere e aperte interpretazioni di ogni singolo artista.

Vieraan pääsy
The district Ostiense as Wynwood Miami. New great job of Blue in the district in Rome that is entertaining street artist from the whole world.
Who knows if this new big wave of true graffitismo, of graffitismo of quality, carries to the equivalent the gover-flow decrease of vandalico graffitismo that infects Rome (but also Naples, Milan, Turin) humiliating them enviable
town-planning contexts historical and mortifying of the honor.
The fact is that, between thousands of vandals who soil furnishings publics, wall private and means of transport,
the institutions and associations (from the NuFactory to the 999 are made wide in vital passing for the gallery
Wunderkammern, M.U.Ro and association WALLS) that they propose city realizations of quality, that they go to
qualificareinteri quarters. If of it is shrewed even the Time that some day makes has spoken about Rome's Graffiti
Boom in along article in which the correspondent Stephan Faris it was felt sorry of the fact that finally the Eternal
City had received the street art.
Manifestations of good level and signed by great names, also international, of the best one street art, are being
revealed in many quarters but it is the Ostiense zone to make it from landladies decidedly. Palaces, old warehouses
(this have been, in the past, the only industrial area of Rome and therefore the only area where it is possible
to find ancient warehouse, docks, railway pieces of port, sheds), underpasses are taken in delivery from the
several truths as above that, each own way, are taken part inviting to work on the wall the artists. Also a restaurant,
the Fluvial Port, inaugurated for a year, has in program – a palimpsest of participations street on the facade
and just there of forehead, to Via of the Fluvial Port angle Via of the Conce, has taken to form in the last days perhaps
the more amazing participation: famous street artist the Blue ones has transformed the walls of old barracks
today occupied (flies over on the judgments of opportunity) from the movements of fight for the house.
Own they have invited Blue to work on the superficial ones of beautiful the building and the result is remarkable
a series of aliens in multicolor fluorescent with windows for eyes that climb the height of the building.
And here, in spite of the process of ' legalization ' , street art back to dialogue with the forbidden. The owners, in
fact, are totally illegal and the palace has for years been considered unsafe and unfit for use .

Muuta huomioitavaa
I mille locali del Porto fluviale, l'ex quartiere pop ora borgo chic.
All’ombra di Eataly sono nati risto, pub, bar Ostiense è stato così
riscoperto.
In principio fu Eataly. Poi è stata la volta della nuova stazione con
i treni Italo, del grande ristopolivalente Porto Fluviale, fino agli ultimi locali aperti come la Gelateria La Romana inaugurata neanche due settimane fa dall’attrice Chiara Mastalli (nota per il film “Un fantastico via vai” di Pieraccioni, ora impegnata in “Remember me” al Teatro Golden con la regia
di Gigi Proietti). Dei suoi coni e coppette con gusti come bacio di dama con base di cremino alla nocciola, mandorle tostate affogate nella crema di nocciole cacao, vanno pazzi tanto divi. Tuttavia sono da registrare nella stessa strada una lunga serie di altre aperture tra La Dogana, maxi-risto dedicato alla cucina orientale aperto tutto il giorno, il numero due del Secchio e l’Olivaro, nonché una serie di new entries che nasceranno a breve.
Insomma, via del Porto Fluviale e l’Ostiense come dicono gli americani, hanno
subito da tempo un processo di “gentrification”, termine con il quale si
sottolineano i cambiamenti socioculturali in un’area che da popolare diventa la meta ambita di una comunità più ricca.
Se Blu, l’artista conosciuto in tutto il mondo per le sue opere di street art, ha
lavorato decorando le pareti dell’ex caserma oggi occupata con una serie di
alieni in multicolor fluo con finestre al posto degli occhi, Ferzan Ozpetek abita
in zona da sempre e più recentemente Delfina Delettrez della dinastia Fendi,
figlia di Silvia Venturini Fendi, nonché nipote di Anna Fendi, ha ristrutturato
una vecchia fornace accanto alla Centrale Montemartini, per ricavarne un
meraviglioso loft nel quale abita con l’archeologia industriale che flirta col
design. L’edificio della vecchia Saccheria Sonnino dove un tempo si
producevano sacchi di juta su via del Porto Fluviale, è stato completamente
ristrutturato e all’interno ci sono pure gli uffici di una immobiliare, la Thiasos
Consulting il cui titolare Marco Modestino afferma che «nonostante la crisi e il ribasso dei prezzi questa strada non flette, così come le vie adiacenti
compreso l’ex complesso della Mira Lanza che registra gradimento». Nel retro
in via dei Magazzini Generali da anni c’è la sede della Filmmaster con tanto di
pareti disegnate dagli artisti Lex e Sten con la loro opera “Black and White
Power”.
In occasione del suo primo compleanno il ristorante Porto Fluviale ha
ULTIM'ORA LAZIO
Roma, 18:12
SANITÀ, ZINGARETTI FIRMA
ACCREDITAMENTO DEFINITIVO
S.LUCIA
Roma, 17:00
MOBILITÀ, AGENZIA: DA DOMAN
SOSPESE LE LINEE 116, 117, 119
Coonnssiigglliiaa 12 Tweet 1
promosso Skin Taste, un progetto d’arte contemporanea a cura di Adriana
Rispoli, realizzato in collaborazione con Incontri Internazionali d’Arte dove le
grandi facciate del locale sono diventate la tela di artisti che ogni quattro mesi
ne interpretano la “pelle”. In questo momento è Mariangela Levita a catturare
l’attenzione dei clienti e dei passanti con Fusion Color, caleidoscopiche catene di triangoli che si inseguono sui muri esterni, mentre proprio di fronte un vecchio edificio è stato acquistato e restaurato addirittura dalla famiglia
Bulgari. Della memoria del quartiere sopravvive per fortuna lo storico Biondo Tevere con la poetica terrazza affacciata sul fiume tanto cara a Pasolini.
A distanza a piedi troviamo la stazione di Roma Trastevere e di Roma Ostiense collegata con treno all'aeroporto di Roma Fiumicino. A piedi raggiungiamo la metro Piramide che conduce verso ostia o con 2 fermate…

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Ostiense, Rooma, Lazio

Murales sul Tevere. Stavolta firma Kentridge
Sulle sponde del fiume, nel cuore di Roma un progetto di arte pubblica che coinvolge il grande artista sudafricano. Cinquecento metri di recupero, da ponte Sisto a ponte Mazzini, entro l'anno.
APPROFONDIMENTI
Dove Osa Kentridge. Il progetto di recupero del Lungotevere
TAG
arte, Roma, arte pubblica, tevere, William Kentridge
Non è street art. Non c'è un writer, né spazio per tag. È, più semplicemente, arte pubblica quella che l'associazione Tevereterno sta portando sulle sponde del fiume di Roma. Anziché bombolette vengono usati getti d'acqua e vapore che puliscono i muri da ponte Sisto fino a ponte Mazzini, intorno alle zone ricoperte dagli stencil d'autore che, proprio in questi giorni, sono stati applicati come test, a ponte Margherita. L'occasione è un progetto affidato a un artista importante, il sudafricano William Kentridge, che lo ultimerà, se non ci sono intoppi, entro quest'anno. Il lavoro, oltre a portare a una delle più grandi opere pubbliche mai realizzate finora, per oltre mezzo chilometro di lunghezza, riqualificherebbe in parte le sponde del Tevere, argomento caldo nella Capitale, dato lo stato di scarsa manutenzione in cui versa, dalle acque alle banchine, non dimenticando le piste ciclabili. In questo caso, si tratta di una raffigurazione di circa novanta grandi elementi, alti fino a nove metri, che simbolicamente rappresentano trionfi e sconfitte che si sono succeduti nella storia di Roma.
Non un'opera rivolta al passato comunque, né sarà una timeline che segue ordini cronologici. Accanto ai volti d'imperatori e schiavi lungo le banchine del fiume si animeranno anche figure della storia più attuale, protagoniste di pagine di storia recenti, disegnate alla maniera evocativa di Kentridge, con disegni e animazione. Gli eventuali stop, o, è meglio dire, i rallentamenti, sono dati dalle burocrazie dei vari organi competenti che devono dare l'ok a procedere. "Triumphs and Laments", questo il nome del progetto, necessita infatti di diversi permessi per poter essere eseguito: l'associazione fondata nel 2004 dall'artista statunitense Kristin Jones, li ha iniziati a chiedere esattamente un anno fa, subito dopo aver avuto l'ok da Kentridge. Il celebre artista, noto a livello internazionale e conosciuto ai romani per essere stato protagonista lo scorso anno di una mostra personale al Maxxi, ha accettato l'invito a realizzare l'opera d'arte urbana nella capitale, con l'intento di ultimarla per l'estate del 2014. La tecnica usata sarà quella già testata nel 2005 dalla Jones, che l'ha ideata: si chiama pulitura selettiva, semplicemente dell'acqua toglie la patina di smog che si è accumulata sui muraglioni. Nessuna vernice e nessun intervento invasivo. Le immagini di Kentridge verranno fuori dalle mura sul Tevere senza danneggiare i monumenti storici. Anzi, paradossalmente, l'intervento temporaneo, offrirà, per un attimo, riparo dallo smog che, inesorabilmente, col passare del tempo, tornerà a poggiarsi sui muri facendo scomparire l'opera.
"Triumphs and Laments", infatti, nasce con l'intento di lasciare traccia nel ricordo di chi la vede più che nello spazio fisico della città. L'intervento artistico, etico oltre che estetico, potrebbe ricordare che esiste una nuova modalità di fruire il fiume, da vivere in maniera conviviale, come succede in molte altre capitali Europee, senza dover necessariamente guardare oltre oceano, dove i parchi fluviali sono vissuti anche con l'ausilio dell'arte. Thomas Greene Rankin, direttore dell'associazione Tevereterno parla di intervento di valorizzazione urbana e ambientale e racconta di come tutte le richieste di permesso siano state inviate, lo scorso anno, alle scrivanie dell'allora sindaco Alemanno, a quelle dell'ARDIS (azienda regionale per la difesa del suolo) e ai diversi compartimenti ministeriali di competenza, quelli che mostrano più lentezza a rispondere. A novembre è arrivato il primo Nulla Osta dalla commissione vigilanza regionale e a dicembre 2013 si è subito proceduto con i primi test che, come richiesto, sono stati effettuati non nell'area del primo municipio, dove si realizzerà il lavoro, ma nella zona confinante. "Nessuno ha detto no al progetto e, anche se qualcuno tarda a rispondere formalmente, le prime risposte arrivate sono state tutte positive per un progetto che, se proprio dobbiamo usare il termine "graffiti" è giusto ricordare che essi sono nati anticamente proprio sui muri e con un graffio quindi, proprio come la pulitura selettiva, con una modalità di sottrazione. Niente a che vedere con quelli che sono i graffiti della cultura americana degli anni Ottanta" ribadisce Rankin, ricordando anche che il progetto non sono stati chiesti soldi. Si conta sull'aiuto delle gallerie private che già sostengono il lavoro di Kentridge in Italia (Lia Rumma) e all'estero (Marian Goodman). Grazie all'arte contemporanea, potranno riavere un po' dell'attenzione che meritano il fiume Tevere, la partecipazione della cittadinanza attiva e l'arte pubblica?
Murales sul Tevere. Stavolta firma Kentridge
Sulle sponde del fiume, nel cuore di Roma un progetto di arte pubblica che coinvolge il grande artista sudafricano. Cinquecento metri di recupero, da ponte Sist…

Majoittaja: Mark

Liittyi huhtikuu 2013
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  • Tarkastettu
later
Oleskelusi aikana
Fenomeno street art, da Fenomeno street art, da Ostiense al Quadraro anche Roma è un pò underground.
Il confronto con le capitali europee ancora non regge. Ma anche la città eterna, dalle archeologie industriali di Ostiense al museo a cielo aperto del Quadraro, si apre all'arte urbana, sinonimo di riqualificazione della periferia a costo zero.
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Rome's Graffiti Boom: Eternal City Finally Welcomes Street Art

Say the words “Roman art,” and your average listener will likely think of classical statues, ornate churches and
the masterworks of Michelangelo, Caravaggio and their contemporaries. But to a select, but growing, few, that
phrase summons something more contemporary: a growing body of street and graffiti art that has recently
blossomed across the Eternal City.
The explosion has been sudden and noticeable, especially in the Ostiense neighborhood just outside the Aurelian
Walls, where local support has transformed the former industrial area into a haven for muralists and poster
artists. “When we were putting up the first works, they were looking at us like we were crazy,” says Francesco
Dobrovich, project manger at NUfactory, a creative agency that has served as a broker between artists, local authorities
and building owners. The boom has been fueled, at least in part, by the yearly Outdoor Festival, organized
by NUfactory. Dedicated to street art, it attracts artists from across the continent. On the neighborhood’s
major arterial the young Spanish artist Borondo has covered a gay cultural center with figures that seem to rise
out of the neighborhood’s characteristic grime. On a side street, the windows of an apartment building have been
painted into eerily empty eyes by the Bolognese artist Blu. On a wall outside a disco, the two-man RO.BO.COOP
has pasted a remix of Sandro Bottocelli’s “Allegory of Spring,” in which all the figures in the Renaissance
masterpiece are wearing surgical masks.
Rome has a long history with graffiti. The word, which is Italian, was coined in the 1850s to describe scrawls
scratched on the walls of ancient Pompeii. But until recently, the dominant conversation in Rome about graffiti
was how to get rid of it. Volunteers teamed up with municipal workers to paint over or erase the tags and scrawls
that defaced many of the city’s walls and sidewalks. In the realm of art, the city’s establishment was focused on
past glories, making the Italian capital one of the more culturally conservative cities in Europe. In 2008 the
mayor’s campaign platform included a promise to uproot one of the only pieces of modern architecture in the
historic center — the Ara Pacis Museum, designed by the American neoclassical architect Richard Meier (the two
men later struck a compromise, in which part of the structure was redesigned).
Since the late 1990s, while street art rose and became accepted in many other European cities — the British
artist, Banksy, became the face of street art in the broader world of contemporary art — in Rome it was confined
to the counterculture, its practitioners incubated in abandoned government buildings occupied by local activists.
“In Rome, the underground has always been hot,” says Marta Gargiulo, a curator at the Varsi Gallery in central
Rome. Gargiulo says that street art provides an outlet for young artists who are largely ignored by established
galleries. “It allows you to express yourself without having to ask permission from anybody,” says one of the
20-year-old members of RO.BO.COOP. (Like Banksy, most street artists hide their identities – partly to increase
the sense of mystery surrounding them, and partly to avoid unwanted attention from the police.)
If there’s a characteristic common to most of the artists working in Rome, it’s a focus on technical skill, says
omino71, a veteran of the city’s graffiti scene. The city has a strong fine arts academy, and that feeds the local
talent pool. “Street art is almost closer to classical art than contemporary art,” he says. “It’s colorful. It’s
representative. Contemporary art, from Duchamp on, is more conceptual.” Unlike street art in the United States
or Britain, the focus is less on the message and more on the image. “In Rome, you’ll see a lot of figurative art,”
says Jessica Stewart, an art historian and photographer who has been documenting the city’s street culture on
her blog, romephotoblog.com. She is the manger of Alice Pasquini, one of the city’s better known street artists.
“It’s less abstract, less geometrical, subconsciously or not, because of the amount of classical art there is in the
city.”
Indeed, in many cases, the Eternal City serves its artists not just as their canvas but as their subject. JB Rock, a
graffiti artist who will be performing in the Venice Biennial in November, has appropriated the geometrical rosette
Michelangelo designed for the Capitoline Hill, using it as a background for a drawing of a man in gas mask. Diamond,
an artist whose exhibit opened June 6 in Gargiulo’s Varsi Gallery, has drawn Rome’s Piazza Navona in the
background of one of his works. And omino71 has created a whole opus based on Byzantine style iconography,
a conscious riff on Rome’s tradition of sacred art, from the earliest works found in its early Christian catacombs.
“It was the idea of dialogue with the history of Rome, with our neighborhoods,” he says. It’s a conversation the
city would be wise to nurture.
Read more: Rome’s Graffiti Boom: Eternal City Finally Welcomes Street Art | TIME.com
Fenomeno street art, da Fenomeno street art, da Ostiense al Quadraro anche Roma è un pò underground.
Il confronto con le capitali europee ancora non regge. Ma anche la città e…
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    Talon säännöt
    Sisäänkirjautuminen: 19.00 jälkeen
    Uloskirjautuminen: 9.00
    Tupakointi kielletty
    Ei lemmikkieläimiä
    Ei juhlia eikä tapahtumia

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